Omicidio Scagni, la procura valuta la premeditazione. Sospetti anche sull’incendio della porta della nonna
Il quarantaduenne avrebbe ucciso, ieri sera, la sorella con 17 coltellate: la risposta al rifiuto di dargli del denaro. La richiesta di soldi a tutta la famiglia sarebbe stata pressante e soddisfatta non completamente. Dopo il “no” della nonna, la porta dell’anziana è andata misteriosamente a fuoco

Per ora l’accusa per Alberto Scagni, 42 anni, fermato in spiaggia, poco distante dal luogo dell’omicidio con gli abiti sporchi del sangue della sorella Alice, 34 anni, e il coltello insanguinato in mano, è di omicidio volontario aggravato dal rapporto di parentela e dai futili motivi. Ma a questa accusa si potrebbe aggiungere la premeditazione, perché l’uomo sarebbe arrivato sotto casa della sorella con la lama e sarebbe stato pronto a brandirla non appena la donna avrebbe detto “no” all’ennesima richiesta di quattrini. Richiesta pressante che Alberto avrebbe fatto a tutti i membri della famiglia, nonna compresa, L’anziana, poco dopo l’ultimo rifiuto, si è trovata la porta di casa bruciata. Anche su questo episodio sta indagando la Squadra Mobile della Questura. Non risultano, però, denunce per stalking della famiglia nei confronti dell’uomo. Certo è che le richieste piovevano via telefono e via messaggio, tanto che qualche volta i familiari non gli rispondevano prontamente: lo si evince dai messaggi da lui lasciati sulla bacheca Facebook della sorella e dai suoi post su Instragram. La famiglia, in considerazione del suo stato di disoccupazione, lo avrebbe sostenuto anche economicamente, fino a quando le richieste non sono diventate eccessive e ripetute.
Alberto Scagni era incensurato. Risulta soltanto una denuncia per guida in stato di ebbrezza risalente al dicembre scorso. Gli abitanti del palazzo dove l’uomo risiede, a Sampierdarena, avrebbero, però più volte chiamato il 112 per problemi di rapporti con lui, problemi che si leggono anche sulle pagine social dell’uomo, riconducibili a schiamazzi e fumo in ascensore. L’uomo era convinto che qualcuno ascoltasse i suoi discorsi in casa, dove peraltro viveva da solo, tanto che l’aveva fatta “bonificare” da eventuali microspie da un’azienda specializzata che nulla, però, aveva trovato.


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